Estate siciliana

18/04/2012 - Cucina e contorni

Qualche giorno fa leggevo un articolo sul Corriere della Sera http://divini.corriere.it/2012/04/08/la-vignaiola-ragazzina-regina-del-bio-vino/ in cui si elogiavano i vini siciliani Occhipinti. Mi sono sentita soddisfatta per aver riconosciuto e apprezzato questa produzione che, in poco tempo ha conquistato l’America e le colonne del “New York Times”. cremolata del Rosy bar
Ho ripensato all’estate, alla Sicilia, questa terra affascinante e seducente quasi come una bella donna e così ben descritta da Bufalino nel suo libro “Le cento Sicilie” («Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava»).
Qui, dove le temperature sono africane e l’architettura è barocca, non si fa il brunch. Non per snobismo, ma per tradizione gastronomica. Anche se si è in spiaggia, al posto dei tradizionali panini, qualche bagnante tira fuori arancini, pastieri e qualche scaccia.
Anche la mia colazione non è da meno. Comincia sempre con una sosta al Rosy Bar di Modica (4/b via Risorgimento www.rosybar.it) nel quartiere nuovo del Sacro Cuore, in una zona di passaggio vicina al corso dello shopping, dove tutto è a misura d’uomo.
Al riparo dalla canicola, seduta ai tavolini esterni di questo bar che ha un sapore d’altri tempi, ordino la mia cremolata. Non è una granita, ma è preparata con pezzi di frutta fresca. Non pensate che sia come negli spot dello yogurt: la frutta c’è davvero, ed è anche di prima qualità. Infatti, la famiglia Pinelli, che gestisce quest’attività dal 1986, ha un ordinatissimo frutteto, quasi un paradiso terrestre, in cui coltiva la materia prima utilizzata per rendere davvero speciale ogni break della giornata.
Ogni anno è piacevole scoprire le new entry, ma potrei scommettere, e cedervi ciò che ordinato, che anche stavolta andrà a ruba la cremolata di gelsi o la granita di ricotta con spumone di caffè, pistacchio, cioccolato di Modica e scorza di cannolo, che sono peraltro le mie preferite.
Ordinare brioche e cannoli ormai è un rito, ma provate anche i ‘mpanatigghi. Questo dolce di derivazione araba è stato tramandato dalle suore benedettine e riscoperto nel primo dopoguerra, perché veniva consumato in occasione della raccolta nei campi come alimento completo. Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma vi sorprenderà sapere che la ricetta prevede anche una percentuale minima di carne.
Gambero Rosso Bar d’Italia, Panorama, il Wall Street Journal, per citarne qualcuno, hanno recensito, e continuano a farlo, il Rosy Bar, ma per apprezzarlo non occorre avere testate blasonate, come scrive un turista su Tripadvisor è «almeno un dito (di panna) al di sopra di tutte le altre pasticcerie gelaterie bar a Modica» e non solo.
Se la vacanza è troppo breve e non volete partire con l’amaro in bocca, fate come me, mettete in valigia qualche panetto per preparare il latte di mandorle. Quando vi saranno terminate le scorte e dovrete ricorrere a Il Condorelli, pur dall’alto della sua delizia, apprezzerete con nostalgia il ricordo del Rosy Bar e allora avrete voglia di ritornare. Se siete degli avventurieri e passate di qui per la prima volta, ricordatevi di fermarvi.
Ciao Beddi!

Alessia Impagliazzo