Gioielli da mangiare

11/02/2012 - Cucina e contorni

Questa mattina su Radio Club 91 http://wwwclub91.it/ hanno parlato dei gioielli da gustare e del nostro blog.

Immagina di indossarlo, esibirlo e poi sgranocchiarlo.
L’argento diventa pasta frolla decorata con glassa, swarovsky glitter, perline colorate o diamanti di zucchero. Le forme si completano legate da nastrini di seta, organza e raso.

Claudia e i gioielli golosi

Dopo aver visto Lady Gaga sfoggiare bikini di carne e mannequin vestite di cioccolato, possiamo permetterci anche noi di indossare un dolce gioiello.
L’ideatrice è Claudia Deb, cake designer, food writer e scrittrice, con un background informatico di tutto rispetto. E’ lei che ha scoperto la ricetta per ricreare “monili” a prezzi equi.
Si parte da cinque euro. C’è la linea Romantica con delicati cuoricini, quella Hip-hop con coloratissime forme geometriche, non mancano anche i toni Wedding con girocollo di perle bianche, mentre quella Sensual permette di scegliere tra collane lunghe fino al décolleté, ciondoli neri, rossi e argentati.
«Per le donne più audaci – confida la Deb – creo gioielli abbinati a corpetti e giarrettiere, applicando a questi ultimi, gli stessi ciondoli della collana. Dopo aver indossato e consumato, o meglio fatto consumare, queste dolci tentazioni, le mie clienti hanno sempre dei sorrisi smaglianti, chissà perché?!».
Come hai sfornato questa idea?
«Avevo un bel vestito, ma non trovavo un gioiello adatto. Cercavo qualcosa che fosse al tempo stesso fashion e sensuale. Da lì a pensare a trasformarlo in business fu un attimo. La prima volta li ho proposti al Galà delle Arti, evento dedicato all’hand made napoletano al Pan (Museo delle Arti Napoli) e hanno riscosso un grande successo. Con i gioielli golosi ispirati agli agrumi della penisola sorrentina, invece, ho vinto il concorso Sweetly Axidie. Alcuni tutorial potete trovarli nella rubrica che curo per il blog di enogastronomia www.lucianopignataro.it e nella pubblicazione Sex and the cake, scritta a quattro mani con Irene Vella (Malvarosa Edizioni)».
Dall’informatica al cake design il passo è breve.
«Ero quella del “posto fisso”, una brillante carriera. Di punto in bianco, insieme a circa 2.000 colleghi, abbiamo perso il lavoro. Una tragedia professionale dalla quale sono rinata ancora più forte. Ho avuto la possibilità di concentrarmi su me stessa, rispolverare la mia arte seppellita, ahimè, sotto anni e anni di programmazione, approfondendo i miei studi nel mondo della pasticceria e del cake design. Fino a decidere di perseguire il mio sogno zuccheroso. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con il cibo buono e genuino che coniugo con la passione per lo sport e la salsa cubana».
Tutte le tentazioni hanno una data di scadenza. Quelle che crei tu quanto durano?
«Puoi indossarli finché non si rovinano, ma occorre mangiarli entro una settimana dalla data di produzione».
Se fossi un gioiello?
«Sarei un gioiello realizzato con un materiale semplice, il rame. Ovviamente artigianale, quindi con piccole imperfezioni, ma sicuramente unico nel suo genere. Il rame, come me, è un ottimo conduttore di energia positiva e lascia il segno: prova a indossare un anello di rame per un’intera giornata, toglilo e sul dito troverai una bella macchia».
Dove si possono ordinare le tue creazioni?
«Ho tanti domini, ma non ho un sito, ormai ho il rifiuto dell’IT. Mi trovate su facebook Claudia Deb oppure potete scrivermi un’ e-mail a claudia.deb@fncd.it

Alessia Impagliazzo